Per noi della “zona” che spesso ci chiediamo cosa fare o dove andare per fare un giretto fuori paese in una calda serata d’estate o in un pomeriggio autunnale la risposta è molto spesso “Diamante”.

Un paese della Calabria sul mar Tirreno nella Riviera dei Cedri, un lungomare che si affaccia su un piccolo porticciolo e alle spalle stretti vicoli che conducono all’improvviso, come in una favola, nell’arte.

 

Se vi trovate nella provincia di Cosenza e volete fare una passeggiata immersi tra salsedine e street art, vi consiglio di non perdervi i Murales di Diamante.

DOVE SI TROVA DIAMANTE (CS): LA MAPPA

A Diamante ci sono tornata con Fabri in inverno, un sabato pomeriggio di Gennaio scandito da un cielo meravigliosamente azzurro. Ero tornata di nuovo da Milano a Cetraro, il mio paese natio vicinissimo a Diamante, e volevo assolutamente vedere i nuovi murales realizzati con il Festival OSA – Operazione Street Art 2018.

 

Abbiamo parcheggiato sul lungomare e ci siamo addentrati tra i vicoli del centro storico alla ricerca delle opere d’arte con mappa dei murales e fotocamera alla mano.

Non siamo riusciti a vederli tutti a causa di un gelido vento arrivato all’improvviso ma vi assicuro che quelli che abbiamo scoperto e fotografato sono bastati e avanzati per lasciarci a bocca aperta.

 

La mappa dei murales che abbiamo usato sul cellulare tramite Google Maps è quella realizzata in occasione di OSA 2017-18 (vi lascio il link se vi servisse).

Girando alla scoperta di quelli targati 2017-8 per fortuna è inevitabile imbattersi nella lunga serie di opere realizzate nel corso degli anni.

Quando si imboccano le strette viuzze del Centro storico di Diamante ogni passo è una continua sorpresa perché mai immaginereste tante pennellate di colore sbucare tra le mura di quelle case quasi avvinghiate l’una all’altra.

Ciò che ci si ritrova davanti è quasi un mondo parallelo, da percorrere tra vecchi palazzi e scalinate, scoprendo tracce d’arte lasciate anno dopo anno da artisti nazionali ed internazionali.

Sapete, ci sono persone che sono in grado di dare una svolta al futuro di un luogo, cambiandone per sempre il destino con un’idea geniale.

E chissà se Nani Razetti, il Padre dei Murales, avrebbe mai pensato di vedere nel futuro un museo all’aperto di queste dimensioni.

Razetti era un pittore milanese innamorato di Diamante che, proprio per ridar vita al centro storico, propose al Sindaco del 1981 un’idea illuminata e la realizzò: diede vita alla prima “operazione murales” portando nel piccolo comune 83 pittori dall’Italia e dall’estero. È così che Razetti ha modificato, con un’intuizione artistica, l’immagine di Diamante per sempre, facendole guadagnare l’appellativo di “Città dei Murales”.

Da quello storico “anno zero”, Diamante si arricchisce di nuove opere d’arte a cielo aperto che regalano nuovi colori, continuano una lunga e bella tradizione e affiancano un tocco futuristico ai segni e disegni realizzati nel tempo, accarezzati dalla brezza del mare.

 

Proprio per questo tornare a Diamante è ogni volta un’esperienza straordinaria: cammino e sento tra le pennellate frasi nuove che continuano una vecchia favola, quella che non vorrei mai smettere di ascoltare.

E tutti ne parlano, giornali, TV e Radio. Diamante, con i suoi murales, accende le luci della ribalta facendo parlare della mia Calabria attraverso la forza dell’arte.

Ogni volta che vedo foto come questa, mi chiedo chissà che emozione provano gli artisti durante la realizzazione di murales così spettacolari.

I murales affrontano diversi temi di attualità con maestria, delicatezza ma anche provocazione e crudezza. Ogni opera è il pensiero profondo dell’artista, un modo per guardarsi l’anima e provare a comprendere i lati della vita spesso non chiari.

Camminando camminando mi sono ritrovata davanti alcune opere talmente grandi che la prima domanda spontanea è stata: “Ma come cavolo hanno fatto a realizzare un dipinto così imponente?”. E così gli artisti iniziano ad apparire nella mia mente come personaggi della fantasia dai super poteri, come quello di volare e dipingere palazzi intingendo il pennello in una tavolozza fluttuante nel cielo!

E poi ci si ferma, si fa silenzio, si cerca di capire il significato racchiuso in alcuni murales: è come porsi all’improvviso degli interrogativi che prima non c’erano, iniziare a vedere cose che si ignoravano, farsi colpire dalla meraviglia con opere stupefacenti riflesse negli occhi.

Tra i murales che mi sono piaciuti di più, anche se la scelta è davvero difficile, ci sono quelli raffiguranti Gesù coronato di spine, l’Europa schiantata nell’indifferenza, Superman che bacia una donna anziana e poi lui, il più grande murales del Sud Italia, realizzato dall’artista spagnolo Sfhir su 3 livelli e intitolato “Il mistero di Diamante”: una ragazza in un limbo aspetta con speranza l’arrivo di una chiave liberatoria che finalmente giunge portata da un passero; è la chiave capace di aprire ogni porta, anche quella del suo (e del nostro) profondo Io.

Vi lascio una galleria di foto scattate durante la nostra passeggiata tra i murales di Diamante.

Fatevi emozionare e sorprendere sfogliandola.

E poi andate a Diamante per la prima volta o tornateci se ci siete già stati. Scoprite il senso di alcune cose dell’esistenza, evadete momentaneamente dalla realtà nella realtà stessa, fatevi stupire dall’arte guardandola da tante angolazioni e tornate a casa con prospettive diverse da prima per guardare alla vita.

 

Buona arte a tutti!

I Murales di Diamante

Grazie di cuore alla mia amica Mary j per l’aiuto nella stesura dell’articolo.

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LAURA

 

Nata e cresciuta a Cetraro (Calabria), vivo a Milano con il cuore verso sud. Qui racconto la mia terra tra luoghi, sapori e tradizioni. Per sapere di più su di me

 

4 Commenti
  • Enzo Pellegrino

    Una grande affabulazione che la tua sensibilità, Laura, regala alla bella Calabria.

    Aprile 18, 2019
  • Antonio Di Maio

    Una presentazione davvero stimolante, parto per Diamante adesso stesso, belle le foto e le didascalie, un abbraccio…

    Agosto 30, 2019

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